Le sedute del consiglio comunale a Lavagno hanno sempre fornito grandi spunti ai cittadini che riescono a presenziare nonostante i “bizzarri” orari di convocazione che spaziano dalle 8,30 di mattina alle 15,30 del pomeriggio (i comuni mortali lavorano!) ma mai si sarebbe pensato di arrivare a tanto. La presenza sul posto di una troupe di “Report”, il giornalista Walter Molino ed un operatore video, ha quantomeno stupito tutti coloro che arrivavano per la seduta del consiglio: crediamo che sia un fatto quantomeno inconsueto per la realtà del nostro territorio che una testata giornalistica di una rete nazionale mostri tanta attenzione riguardo fatti che accadono a Lavagno, abbiamo assistito a centinaia di consigli comunale durante la nostra carriera e non ne abbiamo memoria. Eppure la troupe di Report era a Lavagno, puntuale come un orologio, tanto da riuscire ad intercettare l’arrivo del Sindaco (il quale ha letteralmente chiuso la porta in faccia agli “indesiderati” giornalisti (conosciamo anche noi il rapporto che questa amministrazione tiene con gli organi di informazione!) per poi farla riaprire pochi minuti prima dell’inizio del consiglio. L’atmosfera di forte tensione ha aleggiato per tutta la durata della seduta anche per la presenza del Comandante della stazione dei Carabinieri (in borghese tra il pubblico) e del Comandante della Polizia Locale, il quale non ha abbandonato la postazione davanti alla porta della sala consiliare. I giornalisti di Report hanno potuto solo sedersi tra il pubblico.
Il sindaco Vanzan, nonché Presidente del Consiglio (ruolo molto importante in questa specifica occasione) si è lasciato andare a esternazioni particolarmente veementi soprattutto nei confronti dei consiglieri di opposizione Moro e Padovani, tanto che, in più occasioni, il segretario comunale ha cercato di sedare questi momenti di impeto prendendolo letteralmente per un braccio. Insomma, il clima era “caldo”, molto caldo ma l’apice si è raggiunto quando il vice sindaco Di Michele ha dovuto rispondere all’interrogazione dell’opposizione (dichiarazioni che avrebbe potuto fornire in seduta segreta, senza la presenza del pubblico, ma che lui, coraggiosamente, ha scelto di esprimere a porte aperte!). Il fulcro dell’interrogazione era, sostanzialmente un chiarimento su “Come (David di Michele) intende giustificare la macroscopica differenza tra quanto dichiarato davanti alle telecamere (“non conosco il terreno”) e quanto scritto nel post successivo, in cui non solo dimostra di conoscerlo, ma ne descrive perfino la condizione urbanistica.” Dopo abbondanti 5 minuti (tempo solitamente concesso per la risposta, come da regolamento) di accuse pesanti nei confronti del collaboratore di giustizia che, sostanzialmente ha fatto il suo nome, dopo esternazioni confuse riguardo la proprietà (ha fatto il nome di una società che a Lavagno nessuno conosce) e la destinazione d’uso del terreno in questione (che, alla fine del discorso era, magicamente, ritornato agricolo!), dopo la pretesa di allegare agli atti copie di sentenze (che non sono pubbliche, badate bene, se non si è parte in causa!) e certificati sull’attendibilità del soggetto che ha fatto il suo nome durante il servizio di Report, una risposta chiara e precisa non è arrivata. Il segretario stesso ha dovuto specificare, a tutela di tutto il consiglio, che il vice sindaco si dovrà assumere la responsabilità di quanto affermato e che la documentazione fornita sarà allegata agli atti, ma sarà considerata riservata.
Per i cittadini che vogliono ascoltare direttamente tutto il consiglio comunale, diamo una notizia sorprendente e senza precedenti: la registrazione è stata pubblicata, dopo poche ore, sul canale YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=0SLCc0YAURM&t=12s.
Per la registrazione del consiglio precedente, invece, non ci sono speranze: poco fa è arrivata la risposta alla mia richiesta di informazioni sull’App Municipium che cita così : “il video non è possibile pubblicarlo per un problema tecnico. Potete consultare i verbali integrali della seduta sul sito del Comune. Grazie”. Li consulteremo.
Paola Tramarin


