Dopo più di un decennio, la Regione del Veneto torna ad investire sulla tutela delle città murate.
Sono infatti decine i piccoli borghi storici di questa tipologia che punteggiano l’intero territorio regionale e che raccontano la storia e l’identità plurisecolari di molte comunità, in tutte e sette le province venete.
Un dato di fatto che ha convinto il Consiglio regionale ad approvare un emendamento contenente lo stanziamento della somma di 500.000 euro utile a finanziare interventi di restauro di cinte murarie, castelli, torri ed altre fortificazioni.
Una notizia che segna un cambio di passo, poichè, come noto, la Regione da diversi anni si era trovata nell’impossibilità di rifinanziare la legge che, per l’appunto, disciplina i contributi ai comuni per eseguire gli interventi di restauro e messa in sicurezza.
Un intervento, questo, fortemente auspicato dal consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini e già sindaco di Soave, città murata e “borgo più bello d’Italia” 2022.
Come sottolinea Pressi, “nella mia esperienza di sindaco di una città murata ho toccato con mano come le necessità di restauro del patrimonio architettonico spesso si scontrino che le ristrettezze dei bilanci dei municipi”.
Da qui l’idea di ripristinare la linea di finanziamento regionale che, come sottolinea Pressi, “darà una grossa mano ai comuni murati, molti dei quali hanno già molti progetti nei cassetti relativi a interventi urgenti, la cui esecuzione non è più rimandabile”.
Un intervento che non solo risolve criticità legate alla conservazione dei beni culturali e alla loro sicurezza statica, ma che salvaguarda anche la loro esistenza futura come testimonianza concreta del passato di molti dei luoghi più iconici del Veneto.
“Questo stanziamento per il 2026 è un primo passo. L’obbiettivo è quello di incrementare negli anni futuri la linea di finanziamento così da poter avviare un vero e proprio piano straordinario per la tutela dei borghi murati”, conclude Pressi.